Comunicato 06/04/2018

06/04/2018

Ci permettiamo di intervenire, legandoci alle dichiarazioni rese dal Procuratore Pier Luigi Maria Dell’Osso ad Andrea Pasqualetto del «Corriere della Sera», per ribadire qualche concetto, qualora ve ne fosse bisogno. I recenti fatti di cronaca nera nel bresciano (Cosimo Balsamo, lo ricordiamo, era già stato condannato per furto e ricettazione, e di certo non era titolato secondo legge al possesso di armi) devono sicuramente farci riflettere sul tema della sicurezza.

Siamo avvezzi, sebbene la cosa non ci piaccia, al fatto che l’italiano medio, senza conoscere la reale situazione, creda che nel Distretto Armiero della Valtrompia e, in generale, in provincia di Brescia, acquistare un’arma sia facile come bere un bicchier d’acqua. Ci stupisce, però, l’intervento di una figura come il Procuratore, che sicuramente conosce bene la restrittività normativa nella quale operano le aziende produttrici di armi in Italia. Ci auguriamo, ovviamente, che il virgolettato, come spesso può accadere, sia estrapolato da un contesto più ampio o non riporti in modo integrale il suo pensiero. Speriamo, insomma, che sia un malinteso.

Riportiamo l’estratto che ha generato la nostra perplessità: «Ci si dimentica che questa è terra di fabbriche d’armi, le più grandi d’Europa e forse non è poi così difficile procurarsele. Le fabbriche sono evidentemente più che legittime, sia chiaro, e producono ricchezza ma non ci si può meravigliare se qualcuno ne ha. A Brescia e Bergamo è stato rinvenuto tempo fa un vero e proprio arsenale».

È innegabile che sul nostro territorio ha sede la stragrande maggioranza delle industrie armiere italiane, ma questo non coincide con una maggiore facilità nel procurarsi un’arma. In Valtrompia non esistono forse le medesime leggi sull’acquisto e il possesso di armi del resto del territorio italiano? I bresciani che sono legalmente in possesso di armi sono forse soggetti a meno controlli, hanno forse qualche trattamento preferenziale? Sicuramente una dichiarazione fatta “a caldo” in un clima di tensione, è sempre meno ponderata e più istintiva, ma è giusto ricordare e specificare per tutti, che la Questura di Brescia, insieme con gli organi preposti ai controlli al momento del rilascio o del rinnovo dei porti d’arma, così come tutto il personale che controlla la regolarità di acquisto e detenzione delle armi, svolge un lavoro impagabile, capillare e da non svilire.

Teniamo poi, soprattutto, a sottolineare una volta di più che un criminale, per definizione, agisce al di fuori della legge, non si procura un’arma seguendo i canali identificati dalla normativa, non opera nella trasparenza e nella legittimità. Non facciamo confusione, non generiamo allarmismi che sono poi sempre smentiti dai numeri, quelli veri. La sicurezza è sempre un tema importante, ma proprio perché lo è, bisognerebbe evitare di minarla e diminuirne la percezione nei cittadini. 

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