Armi militari disattivate all'estero e introdotte in Italia ante 1994

Quali erano le prescrizioni da seguire ante 1994 per le armi militari disattivate all’estero ed introdotte in Italia?

Risposta a cura dell'Avv. Adele Morelli

L’introduzione in Italia, fino a luglio 1994, di armi disattivate all’estero, avveniva in assenza di qualsivoglia prescrizione normativa (il primo accenno, infatti, lo troviamo nella Circolare 11 luglio 1994 seguita dalla Circolare 21 luglio 1995 e da ultimo dalla Circolare 20 settembre 2002 vigente, la "consacrazione" della prescrizione normativa arriva con il D.Lgs. n. 204/2010, che ha introdotto l'art. 13bis della L. n. 110/1975 con decorrenza dal 1 luglio 2011) e l'unica disposizione applicabile sul punto era l'art. 1 L. n.186/1960, il quale prescrive l'obbligo delle prove di pressione presso il BNP per le "armi tipo guerra regolamentari nazionali o straniere [...] modificate ad uso caccia da ditte private e per la vendita a privati"; non essendovi ante 1994 alcuna specifica prescrizione tecnico-giuridica riferibile alle armi disattivate, pertanto, un'arma nata come militare disattivata all'estero poteva essere trasferita in Italia senza alcun adempimento, ovviamente purché la stessa fosse in tutto e per tutto un simulacro, rischiando altrimenti di incorrere nel reato di introduzione di armi da guerra di cui all’art. 1 L. n. 895/1967.

Avv. Adele Morelli

 

scuola armieri

Scuola armaioli

Il TIMA è un corso facoltativo di durata triennale di IPSIA Beretta nato per unire il percorso scolastico alle richieste che offre il settore armiero in Valle Trompia.

Approfondisci
banchi di prova

Banchi di prova

Tutte le armi da fuoco dei Paesi aderenti alla CIP sono soggette a collaudo ed a certificazione tramite l'impressione dei Marchi dei Banchi di Prova dei rispettivi Paesi.

Approfondisci
Orario estivo CONARMI

Orario estivo CONARMI

Fino alla fine del mese di agosto, gli uffici del CONARMI saranno aperti con orario continuato dall…

Leggi la news